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EDIZIONE SPECIALE
RAPPORTO OF 2008
BANCHE ALLA SBARRA/1 HOME BANKING 2.0. Il futuro della banca online
Le banche, in tempi di credit crunch e budget ristretti ci hanno provato e ci stanno provando, ma sono ancora lontane dal trovare la formula più adatta. C'è un margine ampio di miglioramento e di scoperta, legati alla fantasia e creatività oltre che alla conoscenza del proprio pubblico. Con la Community il cliente può dire la sua :si sente partecipe, può esprimere giudizi, anche molto taglienti in alcuni casi, può sfogare la propria frustrazione o esprimere il proprio apprezzamento. Può creare un sistema di passa parola o marketing virtuale per promuovere nuovi servizi in tempi rapidi e a poco prezzo: le banche online "pure" utilizzano sistemi premianti a punti, con la possibilità di ricevere premi o accumulare punti per richiedere premi portando un "amico" ad aprire il conto online oppure utilizzando con maggiore frequenza prodotti e servizi, soprattutto le carte di credito o di debito. Tutto ciò, ovviamente, deve essere gestito con molta attenzione e pazienza, e soprattutto da persone in grado di sapere capire e "maneggiare" con estrema cura e professionalità il linguaggio dei vari YouTube, MySpace, FaceBook e così via, senza perdere mai di vista quello bancario
– Osservatorio finanziario
libero

BANCHE ALLA SBARRA/1 HOME BANKING 2.0. Trionfo delle banche "solo" online. Avanzano Unicredit e le piccole
La classifica delle migliori banche sul web. Prima web-banca 2008, IWBank. Banca più sicura, Banca Infinita. Banca amica, Fineco Bank e UniCredit. Banca più completa, We@bank. Banca più conveniente, Ing Direct Italia. E mentre le banche on-line sono in fuga e puntano sulla community, quelle territoriali guadagnano terreno puntando tutto sulla sicurezza e la diversificazione dell'offerta. Mentre Intesa perde posizioni
– Osservatorio finanziario
libero

BANCHE ALLA SBARRA/1 HOME BANKING 2.0. Cybercrime. Lotta senza fine. Ma i "buoni" a volte vincono. La battaglia contro i cyber-criminali si fa globale. Ma molte banche migliorano le difese
Anche nel corso del 2008, gli attacchi alle banche sono stati numerosi e sono in costante aumento: questo è un dato accertato da operatori internazionali quali RSA, del gruppo EMC e da diversi guru come Bruce Schneier. Il centro anti-frode di RSA, ad esempio, ha chiuso più di 32 mila siti di phishing nel 2007, che nel 2008 sono già saliti a oltre 80 mila. Il problema oggi non riguarda però solo il phishing, le email false che invitano a collegarsi in falsi siti di banche, ma anche e soprattutto di attacchi provenienti da virus troiani che si installano direttamente nel computer dell'utente navigando in siti insospettabili e considerati sicuri, tra cui anche pagine di noti quotidiani online, di università, supermercati senza parlare di blog e community online. Questi attacchi, che vanno sotto il nome di pharming, sono in grado non solo di carpire informazioni sensibili e dirottarle verso vere e propri mercati virtuali d' identità rubate, ma anche e soprattutto di reindirizzare il cliente verso falsi siti di banche. Questi nuovi attacchi sono molto meno visibili di quelli delle email false ed è quindi più faticoso educare il cliente ad evitarli, anche perchè i codici criminali (crimware) sono difficilmente intercettabili anche dagli antivirus aggiornati. Oltre ai sistemi di crittografia standard, oggi, sono necessari sistemi di sicurezza aggiuntivi soprattutto all'accesso, cioè quando ci si connette al proprio conto bancario su web o via cellulare
– Osservatorio finanziario
libero

BANCHE ALLA SBARRA/2 Of-MigliorMutuo 2008
Stilata la classifica dei migliori prodotti di credito ipotecario 2008. Al primo posto i mutui per le giovani famiglie, in difficoltà di fronte alla stretta creditizia e ai prezzi delle abitazioni ancora troppo elevati. I trend 2009: il mutuo diventa extra-large: i tassi si azzerano con il risparmio; si "rottama" per chiedere più liquidità; la rivincita dell'online, ma solo nel marketing. Ecco i migliori mutui in tempi di crisi del credito. Miglior mutuo della terza edizione di Of-MigliorMutuo, è Domus Giovani Fisso di Intesa Sanpaolo. Al secondo posto BNL Revolution Fisso e al terzo Sempre Light variabile di UbiBanca
– Osservatorio finanziario
libero

BANCHE ALLA SBARRA/3 Una carta per tutti. L'evoluzione delle prepagate
Per gli affluent, per i giovani, i precari e i tifosi. Per chi un conto non se lo può più permettere e per chi, invece, cerca soluzioni alternative e servizi aggiuntivi. Oggi di prepagate ce n'è di tutti i tipi e per tutti i gusti. E a fine anno in Italia raggiungeranno la soglia degli 8 milioni in circolazione. é quanto emerge dal VI Rapporto prepagate di Of-Osservatorio Finanziario, che però avverte: attenzione ai costi. Perchè in Italia gestire una prepagata costa, in media più di tre volte che nel resto d'Europa. Mentre le versioni branderizzate regalano sconti e promozioni esclusive. Ma c'è anche chi guarda avanti e punta sul contactless
– Osservatorio finanziario
libero

BANCHE ALLA SBARRA/3 Una carta per tutti. La classifica: le migliori carte per il 2008
Prima PosteMobile di Poste Italiane. Al secondo posto Carta Flash di Intesa SanPaolo. Terzo gradino del podio per il Conto Tascabile di Che Banca. La classifica di Of-Osservatorio Finanziario edizione 2008 mostra il ritorno di alcuni nomi noti, con qualche novità. Vince la banca in tasca e la carta che sostituisce il conto. Perdono invece i costi troppo elevati
– Osservatorio finanziario
libero

BANCHE ALLA SBARRA/3 Una carta per tutti. Primo classificato/BancoPosta. E ora la carta va sul telefonino
I numeri uno nel mercato delle prepagate oggi rilanciano e puntano tutto sul mobile. Nasce con Poste Italiane la prima card ricaricabile gestibile con il telefonino, per controllare il proprio saldo ma anche per effettuare pagamenti. E la novità è che è anche contactless
– Osservatorio finanziario
libero

BANCHE ALLA SBARRA/3 Una carta per tutti. Secondo classificato/ Intesa punta su Milan, giovani ed e-commerce
ISi guadagna la seconda posizione nella classifica di Of puntando sui giovani che ancora non hanno un conto e sui tifosi del Milan. E con Carta Flash Banca Intesa rilancia l'e-commerce e introduce il pagamento 'senza contatto'
– Osservatorio finanziario
libero
ECONOMIA & FINANZA

Profumo: contro la crisi banche nel capitale delle imprese
Per uscire dalla crisi economica e finanziaria si può pensare nel breve periodo all'ingresso delle banche nel capitale delle aziende. Di più: le banche possono promuovere ristrutturazioni aziendali per salvare grandi imprese in difficoltà. In queste condizioni però bisogna avere chiaro che 'non è nell'interesse del Paese che, in modo sistematico, si mantengano operative imprese in difficoltà finanziarie senza prendere adeguate misure. Un generalizzato allentamento dei criteri di erogazione creditizia non mi pare sia la soluzione adatta all'attuale congiuntura: lo pagheremmo più avanti come in altre realtà, stanno pagando la crisi dei mutui sub-prime'. È il pensiero di Alessandro Profumo, amministratore delegato di UniCredit, intervenuto ad una conferenza nella sede della Fondazione Banco di Sicilia, a Palermo, in occasione della giornata mondiale della Filosofia sul tema "Finanza e economia: un circolo virtuoso". 'Il titolo che avevo proposto ­ ha detto Profumo ­ era "Finanza ed economia: come riattivare il circolo virtuoso", perchè nella fase attuale esiste la preoccupazione che questa relazione virtuosa si sia spezzata o si sia addirittura invertita. Il titolo che leggo nel programma afferma quello che è o dovrebbe essere la prassi come se questo percorso lo avessimo già riattivato: lo prendiamo come un auspicio, una spinta all'ottimismo'
– Il Sole 24 Ore
libero

Alitalia, Fantozzi: Cai offre 427 milioni in cash. E il fronte del no conferma: martedì sciopero
"Oggi ho accettato formalmente l'offerta" presentata da Cai, per un corrispettivo complessivo di 1.052 milioni: lo ha detto il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi, nella conferenza stampa sulla vendita degli asset alla Cai autorizzata ieri sera dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. L'offerta della Cai per gli asset dell'Alitalia prevede il pagamento di 1.052 milioni di euro di cui 427 milioni in contanti, mentre la parte rimanente verrebbe compensata accollandosi i debiti dell'Alitalia. Par condicio coi creditori Gli accordi tra Alitalia, la Cai per la cessione degli asset aziendali "non comportano nessuna lesione della par condicio tra i creditori", ha spiegato Fantozzi. Spinetta, avances a Cai: "Non sono pessimista" Il francese non molla, ma sa che i tedeschi hanno l'appoggio del Nord. "Siamo chiaramente candidati su Alitalia: lo abbiamo già detto il 27 agosto - spiega Jean Cyril Spinetta, ad di Air France -. Da allora si è formato il gruppo di investitori italiani pronti a investire un miliardo sulla compagnia ed è arrivato il via libera di Bruxelles all'operazione. Siamo candidati a lavorare con Cai a condizioni da definire. Anche Lufthansa è interessata. Spetta a Cai dire quale sarà la loro scelta"
– Il Giornale
libero

Fantozzi: 'Le azioni Alitalia? Faranno una brutta fine' Il passaggio delle consegne a Cai avverrà nella notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre. Debiti per 3,2 miliardi
'Temo che le azioni Alitalia facciano una brutta fine, essendo sospese e non essendoci prospettive di riammissione. Credo siano destinate a...'. Lo ha detto il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi che ha chiarito inoltre che il passaggio di consegne da Alitalia a Cai avverrà fra il 30 novembre e il 1° dicembre con 'operazioni a cavallo di un giorno festivo con alcune modifiche all'orario dell'operativo dei voli'. Il passivo totale di Alitalia al 29 agosto è pari a oltre 3,2 miliardi di euro, ha spiegato Fantozzi. Alla domanda se le azioni diventeranno carta straccia, Fantozzi ha risposto: 'Lo dite voi. Chi compra azioni sa che a volte il valore può ridursi o azzerarsi'
– Corriere della Sera
libero

Per Air France Klm pesante calo dell'utile, resta candidata per Alitalia
La compagnia aerea francese ha chiuso il secondo trimestre dell'esercizio 2008/2009 con un utile in calo del 96% a 28 mln, dopo accantonamenti per 373 mln sulla valorizzazione degli strumenti di copertura su petrolio e valute, legati alla volatilità dei mercati. Anche l'utile operativo ha accusato una flessione del 44,1%. La società, che lo scorso mese avevano avvertito sulla possibilità di non rispettare l'obiettivo 2008 di 1 miliardo di euro di profitti operativi, ha rimosso il target. Il presidente Spinetta conferma interesse per Alitalia
– Milano Finanza
libero

Ecco come saranno dislocati gli aerei nelle sei basi operative. Al centro del piano Fiumicino e Malpensa: 14 i veivoli che sosteranno di notte nello scalo romano, 12 in quello milanese
La scelta del partner estero di Cai slitta a fine anno. E solo quando si alzerà il velo sul nome del prescelto, il piano industriale potrà essere più dettagliato. Anche con l'indicazione delle rotte intercontinentali che saranno coperte dalla Nuova Alitalia. Intanto l'offerta accettata da Augusto Fantozzi - documento che Il Messaggero ha consultato - fornisce la mappatura di dove 'dormiranno' gli aerei a breve e medio raggio della nuova flotta. Fornendo un quadro sulla dislocazione delle macchine in sosta notturna nelle 6 basi operative, che saranno il perno della strategia di Cai. La newco, si legge infatti a pagina 48 dell'allegato K dell'offerta, 'raggiungerà massa critica per l'apertura di una base in 6 aeroporti italiani'. Il numero minimo di macchine per l'apertura di una base viene indicato in 3 aerei. Nel documento si indicano però 7 aeroporti: Fiumicino, Malpensa, Linate, Napoli, Catania, Torino e Venezia. Non è un mistero che la scelta del partner porterà all'affermarsi di Fiumicino o di Malpensa come base centrale. E se dovesse prevalere Malpensa l'aeroporto di Linate dovrebbe essere destinato ai soli voli Milano-Roma e viceversa. Ma questo si saprà solo più avanti. Intanto l'allegato K si limita a specificare quanti aeroplani saranno in sosta notturna nei vari aeroporti indicati. Segnalando che 14 sosteranno a Fiumicino, 12 a Malpensa, 5 a Napoli, 4 a Linate e altrettanti a Catania. E infine 3 sia a Torino che a Venezia. In questi due ultimi scali, si legge nel documento, 'il gruppo Lufthansa (in pole position con Air France tra i candidati partner, ndr) con German Wings e AirDolomiti ha almeno due aerei di base'. Quindi se la scelta dovesse ricadere sul vettore tedesco, sia a Torino che a Venezia gli aerei a breve e medio raggio in sosta notturna salirebbero a 5
– Il Messaggero
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ALITALIA/ La compagnia viene 'regalata' a Cai, ma i problemi non finiscono quiŠ
L'offerta ha avuto anche l'avallo del ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, che tramite un comunicato stampa ha affermato che l'offerta per gli asset di Alitalia non dovrà essere inferiore ai 1052 milioni di euro. Il valore è sostanzialmente alla pari con quello offerto da CAI. Le valutazioni di Banca Leonardo e di Rothschild, i due advisor del Governo e di Alitalia, sembrano dunque ignorare il valore degli slot, pur in presenza di un mercato secondario per questi importanti diritti assegnati alle compagnie aeree. Molto probabilmente diverse compagnie concorrenti faranno ricorso a una simile decisione, ma la forza politica dimostrata da CAI non dovrebbe far fermare l'aereo già in pista di decollo. L'epilogo della vicenda sembra vicino e potrebbe sembrare che finalmente nel settore aereo si possa tornare a una certa normalità. La normalità italiana purtroppo; ad esempio il ruolo politico dell'ENAC è stato evidente. Per missione, questo Ente, guidato da Vito Riggio, dovrebbe essere indipendente. Tuttavia non si è rivelato arbitro, ma parte in gioco nella vicenda Alitalia come ha dimostrato in più occasioni, ponendo anche degli ultimatum per l'accettazione dell'offerta CAI
– il sussidiario
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Mps, i titoli non sono economici
Stando alle previsioni diffuse dal Credit Suisse (underperform e tp a 1,5 euro) la banca senese tratta il 60% a premio rispetto alla media europea del settore. Gli analisti hanno tagliato le stime di Eps del triennio 2008-2010 dell'8%,15% e 19%. Per l'esercizio in corso non verranno distribuiti dividendi, per il 2009 la cedola dovrebbe invece essere di 0,05 euro. Osservato speciale rimane sempre il livello di patrimonializzazione
– Milano Finanza
libero

ASTA BANKITALIA - PATATA BOLLENTE PER DRAGHI: PER USCIRE DAL CAPITALE DI VIA NAZIONALE, I COLOSSI DEL CREDITO ITALIANI CHIEDONO AL GOVERNO 23 MLD € - MA TREMONTI E' PRONTO A METTERNE SUL PIATTO SOLO 4
Il tema scotta. Entro la fine dell'anno una soluzione, in qualche modo, va trovata. Perfino il Financial Times spinge il governo italiano affinchè  risolva rapidamente l'anomalo assetto proprietario della Banca d'Italia.  Assetto che vede gli istituti controllati azionisti dell'organo di vigilanza. Alla fine del 2005, la legge sul risparmio aveva previsto il ritorno allo Stato delle quote di Bankitalia. Rimandando a un decreto legislativo i dettagli della questione. Su quel provvedimento, da alcuni giorni, stanno lavorando i tecnici del ministero dell'Economia. Entro poche settimane la bozza del decreto delegato deve passare al vaglio del consiglio dei ministri. Poi il prescritto passaggio parlamentare. Tra le norme da inserire nel testo, la correzione sulle risorse finanziarie da mettere in campo per chiudere l'operazione di buy back delle quote. Con una stima piuttosto prudente, nella legge del 2005 via Nazionale era stata valutata 800 milioni di euro. Ma su quella cifra si scagliò, sin da subito, il disappunto  del sistema bancario italiano. Che alzò il tiro arrivando a chiedere fino a 32 miliardi. La richiesta degli istituti di credito era contenuta in un dossier messo  a punto da analisti e legali delle stesse banche coinvolte nella partita
– LiberoMercato (su Dagospia)
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Milano sempre in rosso, banche sotto la lente di Moody's
L'agenzia di rating ha tagliato l'outlook a stabile da positivo sui rating per deposito e debito A1 a lungo termine di Ubi Banca. Lo stesso ha fatto per il Banco Popolare. I rating della solidità finanziaria non sono stati modificati. Ma Moody's avverte: è molto alta la probabilità di un "sostegno sistemico" per entrambi gli istituti. Viceversa ha alzato il rating sui depositi di lungo termine di Unicredit MCC ad A1 da A2, mentre ha abbassato il giudizio sulla solidità finanziaria a C- da C per riflettere la posizione relativamente limitata di MCC sul mercato dove si confronta con rivali più forti
– Milano Finanza
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Holding. Spunta Calisio, con Colaninno socio di Zaleski
La holding trentina, secondo l'agenzia Radiocor, ha come azionista di maggioranza Helene de Prittwitz, moglie di Zaleski il cui impero è oggetto di trattative per il salvataggio, e fra gli altri soci conta l'istituto atesino di sviluppo, presieduto da Giuseppe Camadini (azionista Mittel) e la Omniaholding della famiglia Colaninno. Calisio custodisce, tra l'altro, quote in Ubi banca (0,33%) e Cattolica (0,12%)
– Il Giornale
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Borse a picco, petrolio sotto 50 dollari. Il greggio ai minimi da cinque anni. Europoa
La crisi economica mondiale e la mancanza di liquidità da parte degli investitori affondando le quotazioni petrolifere, che scendono sotto i 50 dollari al barile sia a Londra sia a New York, dove il greggio chiude a 48,85 dollari al barile. L'oro nero non scendeva sotto quota 49 dollari sulla piazza americana dal maggio 2005. Dopo aver viaggiato saldamente sopra i 100 dollari per tutta la prima metà dell'anno, toccando il record assoluto di 147,50 dollari a Londra, il prezzo è repentinamente negli ultimi mesi a causa di tre fattori: la crisi finanziaria, il rallentamento economico mondiale e il raffreddamento della domanda dovuto a quotazioni eccessivamente elevate.
– La Stampa
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AUTO IN PANNE: DOPO ALITALIA TOCCA ALLA FIAT - EMMA D'ISRAELE - SILVIO, LUFTHANSA-GAFFE. MA CHI DECIDE È LETTA - IL SALVA-BRAGGIOTTI - REGINA DI CINECITTÀ - CINEMA BERGAMINI - FEELING TRA MORETTI E DI PIETRO?
Gli ultimi operai della Fiat non perdono il loro tempo a cazzeggiare su Facebook, il portale dei frustrati che con la scusa di farsi degli amici sperano di scopare gratis. Per loro vale molto di più la lettura del "Wall Street Journal" e ciò che dice la CNN sulla crisi dell'automobile in America. Le notizie che arrivano d'Oltreoceano sono devastanti e qualcuno comincia a pensare che gli orologi di Torino possano tornare indietro di quattro anni quando dopo la morte di Umberto Agnelli arrivò Sergio Marpionne con il suo pullover pezzente. Per quella che Peter Drucker ha definito "l'industria delle industrie", lo scenario è terrificante e anche se gli esperti scommettono sul fallimento di Crysler, General Motors e Ford, l'attenzione è rivolta a ciò che accadrà in Europa dove la Merkel ha già detto che potrebbe andare incontro alla crisi della Opel e delle altre case tedesche
– Dagaspia
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Fusione tra Telecom e 3? Parla Novari: 'Accordo sfumato sul prezzo'
I due manager si sono seduti al tavolo per discutere molto di più che una spartizione di asset, come riferito da anticipazioni de Sole 24 Ore, ma di una fusione: l'eventuale spezzatino sarebbe stato poi un compito di Telecom, non di Novari che ha voluto precisarlo con un comunicato. Comunque sia, l'operazione non si è concretizzata, almeno per ora
– Il Sole 24 Ore
libero

Telecom, no di Telefonica. Gli spagnoli contrari all'ingresso di nuovi soci ai prezzi attuali
Telefonica non giudica in modo positivo l'ingresso di nuovi azionisti in Telecom Italia, di cui è socia attraverso Telco, agli attuali prezzi di mercato. 'Accogliere nuovi capitali a questi livelli è una proposta non allettante per gli attuali azionisti come noi' ha spiegato il cfo della società spagnola Santiago Fernandez Valbuena durante la conferenza di Morgan Stanley a Barcellona secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg
– 24minuti
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Le fonti di energia rinnovabili con il petrolio sotto i 50 $
Il prezzo del petrolio sul Nymex di New York ha perso i due terzi del suo valore in poco più di quattro mesi: dai 147 dollari al barile dell'11 luglio ai 48 dollari al barile di oggi, 20 novembre. Che fine faranno, ora, le fonti rinnovabili? Il 2007 è stato un anno record per l'energia pulita: secondo i dati Unep, il braccio ambientale delle Nazioni Unite, gli investimenti planetari sono arrivati a 148,4 miliardi, il 60% in più rispetto all'anno precedente. Difficile trovare un altro settore con una performance del genere. E con motivazioni così stringenti. La fotografia del cambiamento climatico diffusa dall'Ipcc (Onu), il conseguente sistema di incentivi per ridurre le emissioni di gas serra insieme all'impennata del prezzo dei combustibili fossili hanno fornito, secondo esperti e osservatori, il volano principale
– Il Sole 24 Ore
libero

Industria, balzo del fatturato a settembre +5,4% sul 2007
Guardando ai raggruppamenti principali di industrie, a settembre il fatturato è cresciuto rispetto allo stesso mese del 2007 del 24,6% per l'energia, del 6,8% per i beni intermedi, del 2,9% per i beni di consumo (-4,5% per quelli durevoli e +4,7% per quelli non durevoli) e dell'1,1% per i beni strumentali. Su base mensile, il fatturato è aumentato del 3,5% per i beni intermedi, dell'1,1% per i beni strumentali, dello 0,6% per l'energia e dello 0,1% per i beni di consumo (+2,2% per quelli durevoli e -0,4% per quelli non durevoli)
– la Repubblica
libero
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VIDEO & AUDIO

VIAGGIO NELLE FERROVIE DELLO STATO
Le Ferrovie dello stato sono da qualche tempo al centro del dibattito mediatico. L'arrivo dell'alta velocità sulla Roma-Milano ma non solo; lentezza, sporcizia e ritardi sono le principali lamentele dei passeggeri. Exit ha voluto compiere, attraverso un talk in studio e le video inchieste, un viaggio a tutto tondo nel mondo delle Ferrovie dello Stato
– Exit
video e blog

Bollette non depurate
La corte Costituzionale ha rilevato che un italiano su tre paga per un servizio che in realtà non gli viene fornito: la depurazione delle acque. In vista un maxirimborso?
– Mi manda Raitre
video


AFFARI PERSONALI

E gli affluent battono la crisi con i fondi buoni
Uno studio rivela che sono i grandi patrimoni a trainare il settore dell' investimento socialmente responsabile. Cresce l'interesse per le energie rinnovabili. E nei prossimi tre anni sarà boom
– Osservatorio FinanzaEtica
libero

Hedge ai minimi da due anni, un altro mese nero in vista
Gli hedge hanno perso in media il 6% il mese scorso, segnando così un ribasso del 16% da inizio anno alla fine di ottobre, secondo l'indice HFRI Fund Weighted Composite Index, che viene compilato dal 1990. Nello stesso periodo, questo benchmark degli hedge fund ha registrato una performance migliore rispetto all'indice azionario S&P500, sceso del 17% il mese scorso e del 34% nei primi 10 mesi dell'anno. Riscatti e calo dei rendimenti sono ovviamente un problema anche per i gestori italiani, anche se va detto che la realtà nazionale consiste per il 95% da fondi di fondi. Si tratta di strumenti di gestione collettiva del risparmio che hanno in portafoglio le quote di altri fondi comuni. In Italia i fondi di fondi hedge sono regolamentati come i fondi speculativi e offrono all'investitore un portafoglio diversificato su quote di singoli hedge fund
– Il Sole 24 Ore
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La tendenza si conferma: "bund" rifugio per investitori. Con le Borse che in tutto il mondo tornano in balia dell'Orso, si scalda nuovamente il future sui titoli di Stato decennali della Germania.
In questo momento ad esempio, con i listini azionari che sono tornati in balia dell'Orso, il future sul bund a scadenza decennale (quotato sul circuito telematico dell'Eurex di Francoforte) è tornato a muoversi in marcato rialzo. Correlazione dunque confermata. E segno di conseguenza del ritorno di nervosismo e volatilità sui mercati
– Tgfin
libero

L'Est Europa tenta di correre ai ripari. Numerose le misure adottate dai Governi a sostegno delle economie e delle valute nazionali
I listini dell'Europa dell'Est hanno provato a recuperare dopo la disfatta di settembre, ma la crisi del credito e i timori di una recessione globale hanno avuto la meglio sulla voglia di acquistare. Dopo il breve balzo di fine ottobre, ancora una volta è il segno meno quello che si legge davanti agli indici principali dell'area. Tra le più penalizzate è stata la Borsa russa, dove l'indice RTS (al 19 novembre), ha ceduto il 14% in un mese. A poco sono valsi i tentativi del presidente russo Dmitry Medvedev, di sospendere più volte le contrattazioni per arginare le perdite e impedire agli operatori di lasciarsi prendere dal panico
– Morningstar
libero

Borse negative. Paura per gli utili. L'apertura di Wall Street ha spinto ancora più giù i listini europei. Crollano le banche
Giornata negativa oggi per le Borse europee che non hanno nemmeno potuto approfittare di qualche sussulto di Wall Street. La Borsa di New York, infatti, ha avviato piatta la seduta per poi virare in negativo. In America è ancora debole il settore auto con Ford e General Motors dopo che ieri i vertici delle grandi case (compresa Chrysler) si sono presentati al Congresso per chiedere 25 miliardi di aiuti. I costruttori sperano nel nuovo presidente Barack Obama, che ha promesso di voler rilanciare l'economia americana e salvare l'industria automobilistica il cui fallimento porterebbe alla perdita di almeno 3-5 milioni di posti di lavoro, indotto compreso. Gli analisti, intanto, studiano anche la situazione macro. L'indice dei prezzi al consumo ha segnato a ottobre un calo dell'1% a causa della flessione record dei prezzi della benzina (gli analisti si attendevano un calo dello 0,8%), portando l'inflazione ai minimi degli ultimi 61 anni. Il dato, comunicato dal Dipartimento del Lavoro Usa, conferma quanto era stato indicato ieri dall'andamento dei prezzi alla produzione
– Morningstar
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SPECIALI

Ecco i fondi d'investimento più etici
Secondo l'Osservatorio finanza etica, che per la prima volta fa la classifica dei migliori fondi etici disponibili per il risparmiatore italiano, il miglior prodotto azionario SRI è Valori Responsabili di Etica Sgr. Tra gli azionari, vengono segnalati anche Dexia Equities L Sustanaible EMU ed Aviva Investors European Socially Responsible Equity Fund. Nella categoria "Miglior fondo SRI obbligazionario", l'Osservatorio finanza etica premia Valori Responsabili monetario (Etica Sgr), seguito dal fondo Obbligazionario Euro Corporate Etico di Pioneer Investments (Gruppo Unicredit), e Ducato Etico Fix, confezionato dai gestori di Monte Paschi Asset Management. Anche il migliore fondo bilanciato è quello proposto da Etica Sgr. Nel comparto bilanciato, chiudono la classifica dei fondi "buoni" il Nordfondo Etico Obbligazionario Misto di Sella Gestioni e BNL per Telethon
– Osservatorio FinanzaEtica
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Miglior fondo etico azionario
Secondo il I Rapporto "Miglior Fondo Etico" 2008 realizzato dall'Osservatorio finanza etica (di Of-Osservatorio finanziario), primo portale interamente dedicato all'investimento socialmente responsabile in Italia, il miglior fondo azionario SRI (Socially Responsible Investing) è Valori Responsabili Azionario di Etica Sgr, società di gestione del risparmio partecipata da tre banche popolari - Banca Etica, con il 49,9%, BPM, 27,5% e Popolare di Sondrio con un asset dell'11,10% - e dalla Cassa Centrale Banca di Credito Cooperativo del Nordest (11,50%). Segue, al secondo posto, il fondo Dexia Equities L Sustanaible EMU, proposto da Dexia Asset Management, mentre al terzo posto si colloca Aviva Investors European Socially Responsible Equity Fund, di Aviva Morley Fund Management

– Osservatorio FinanzaEtica
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INCHIESTE

La crisi potrebbe aiutare la Mafia a scalare la finanza
In tempi di crisi economica la mafia potrebbe tentare di dare la scalata ad alcune imprese in Piazza Affari. L'allarme arriva da due fronti. Ne ha parlato il magistrato antimafia Antonio Ingroia e lo ha ribadito il leader degli industriali siciliani Ivan Lo Bello. Che Cosa nostra possa avere la capacità economica di lanciarsi, grazie alla collusione dei colletti bianchi, alla conquista di qualche gruppo imprenditoriale, magari di primo piano, non sembrano esserci dubbi
– Il Sole 24 Ore
libero

Immigrati, boom di piccole imprese
Se non muoiono annegati prima di sbarcare a Lampedusa; se non vengono rispediti col foglio di via per non essere riusciti a dimostrare di aver diritto allo status di rifugiati politici; se ancora, una volta entrati in Italia, non decidono di cambiare paese o tornarsene indietro, gli immigrati che resistono e, nonostante tutto, riescono a rimanere, prima o poi diventano imprenditori. Magari di piccolissime aziende, ma è ormai un fatto che la tendenza è questa: fuga dal lavoro dipendente per il salto verso attività in proprio. Bastano pochi numeri per documentarne l'espansione: negli ultimi cinque anni le imprese con titolari extracomunitari sono aumentate del 20 per cento; nel biennio 2006/07 si sono avuti quasi 17 mila nuovi iscritti stranieri alle Camere di Commercio, gran parte lavoratori dipendenti passati al lavoro autonomo
– la Repubblica
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E' boom della cassa integrazione
La cassa integrazione dilaga tra le imprese. Sono diverse centinaia (e secondo alcuni potrebbero arrivare addirittura a mille) le aziende padovane che in questi mesi sono costrette ad arginare la crisi produttiva, causata dal crack economico-finanziario mondiale, ricorrendo agli ammortizzatori sociali. Basta un dato per capire che la locomotiva produttiva locale è costretta a navigare a vista: nei primi otto mesi del 2008 sono state concesse un milione e 441.607 ore di cassa integrazione, tra ordinarie e straordinarie. Rispetto allo stesso periodo del 2007, l'incremento supera il 350%. Quel che preoccupa è proprio l'arco temporale: al 31 agosto non si era ancora entrati in pieno nella crisi. C'era, anzi, chi diceva che l'autunno avrebbe portato dei segnali di ripresa. Ora, se il boom di ore concesse era già reale in piena estate, cosa emergerà dai dati dell'ultimo trimestre? A lanciare l'allarme è la Cisl di Padova, prendendo come base statistica lo studio 'L'impatto occupazionale della crisi' realizzato dall'osservatorio di Veneto Lavoro su dati Unioncamere. A supporto dei numeri, poi, il sindacato di via del Carmine aggiunge il campanello d'allarme proveniente dalle aziende del territorio. Dopo il caso della Komatsu, è infatti ormai quotidiano l'aggiornamento della lista delle imprese in difficoltà. Una crisi che è davvero, per la prima volta, 'trasversale' come dicono i sindacati. E non ne è indenne neppure l'edilizia
– il mattino di Padova
libero

In città hanno chiuso 160 negozi in un anno
Più che la crisi economica, a mettere in ginocchio il commercio bolzanino sono il caro-affitti e la concorrenza sempre maggiore della grande distribuzione. A dimostrarlo ci sono i dati della Camera di Comercio: mentre a livello provinciale sono più i negozi che aprono di quelli che chiudono, il saldo nel capoluogo è negativo. Nel solo 2007 hanno chiuso i battenti 160 negozi, solo 144 hanno riaperto. Anche nel 2006 era andata così con 143 chiusure a fronte di 141 nuove aperture. Sono circa settemila i negozi sparsi in tutto l'Alto Adige. Il turn-over è molto elevato e in questi anni si è sempre registrato un saldo positivo: a fronte di circa 450 negozi chiusi, le nuove iscrizioni erano sempre attorno alle 500 unità. A livello provinciale questo trend si è confermato anche ultimamente, come dimostrano i recenti dati della Camera di commercio: nel 2006 le chiusure di attività commerciali sono state 464 con 516 nuove iscrizioni (saldo positivo di 52 unità), l'anno passato i 476 negozi che hanno cessato l'attività sono stati rimpiazzati da 542 che l'hanno avviata (saldo positivo di 66 unità). Bene anche il primo semestre del 2008 (254 nuove iscrizioni contro 182 cancellazioni), anche se quest'ultimo dato va preso con le molle, visto che per motivi di bilancio il picco delle iscrizioni viene registrato nel primo trimestre e quello delle cessazioni di attività nell'ultima parte dell'anno
– Alto Adige
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Cibo, l'incredibile doc. Il Brunello e il Parmigiano. Il prosciutto di Parma e la Soppressata. Prodotti tipici. Ma spesso i consorzi che certificano la qualità sono controllati dagli stessi produttori. E così si agevolano le truffe
Pochi sanno che i pm di Siena hanno ripetuto il miracolo delle nozze di Cana. Stavolta, però, l'hanno fatto al contrario. Se Gesù trasformò l'acqua in vino, i magistrati che indagano sullo scandalo di Montalcino hanno convertito centinaia di migliaia di bottiglie di Brunello in economico rosso da tavola. Nelle settimane scorse i giornali e qualche produttore, come l'azienda Castello Banfi, commentando il dissequestro di intere annate avevano parlato di caso "definitivamente chiuso", di "liberazione" delle botti. Il neopresidente del Consorzio di tutela Patrizio Cencioni (l'ente deputato al controllo, decapitato a giugno dal ministro Luca Zaia dopo che la Finanza aveva scoperto in molte cantine partite fabbricate - invece che con sola uva sangiovese - con mix di acini diversi) si era spinto oltre, annunciando "la piena rispondenza" al disciplinare, dunque il rispetto delle regole che definiscono il vero Brunello
– L'espresso
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Rifiuti senza fine. Montagne di balle accatastate in una caserma. La discarica di Ferrandelle dove finisce di tutto. E 450 milioni già impegnati senza uscire dall'emergenza. Ecco la campania sei mesi dopo Silvio
Sono stati in Bosnia, a Nassiriya, in Libano. Alcuni sono ancora in Afghanistan e in Kosovo. E c'è chi è rimasto in patria a montar di guardia alle discariche e chi quei rifiuti se li è ritrovati nel cortile della base. A Persano, all'interno dell'area militare che ospita tre caserme e duemila soldati, ogni giorno arrivano oltre trecento balle delle 1.400 prodotte quotidianamente negli impianti che triturano la metà dei rifiuti campani. Più o meno un decimo della monnezza della regione viene accumulata nella base dell'esercito. È questo il segreto che permette al governo Berlusconi di mantenere pulita Napoli, evitando che il sistema vada in tilt. Ma nonostante il ricorso a questa e ad altre soluzioni di emergenza, la situazione resta altamente precaria. Nella base di Persano una piazzola è già satura: contiene 9.103 balle, che ormai nessuno osa più chiamare 'eco'. Una seconda area di scarico, più grande, in poco più di un mese è quasi esaurita. Ne sono previste almeno altre tre, per un totale di circa 70mila balle che equivalgono a 100mila tonnellate di rifiuti. "Ci hanno assicurato che saranno le prime a essere smaltite nell'inceneritore", dicono i soldati. Ma ci credono poco anche loro e il clima, fuori e dentro la caserma, è pessimo
– L'espresso
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COMMENTI

Il fantasma dell'Ici. Per risollevare l'economia italiana il governo deve rimangiarsi la dissennata abrogazione dell'Ici per i più abbienti e ridistribuire i 2-3 miliardi di minor gettito nelle buste paga
È da cinque mesi pieni che la produzione industriale risulta in lento e costante declino. Così ha confermato anche l'ultima rilevazione ufficiale dell'Istat, relativa al settembre scorso. Dunque, il nostro sistema produttivo è entrato in una fase recessiva ben prima che esplodessero quelle crisi bancarie dell'ultima estate, che oggi rendono ancora più malcerte le prospettive generali. Naturalmente, come accade quasi sempre in simili frangenti, la frenata dell'attività economica si accompagna a un altrettanto continuo calo dei consumi e degli investimenti, in un rapporto triangolare dove ognuno dei fattori interagisce sull'altro rivelandosi insieme causa ed effetto della caduta complessiva
di Massimo Riva
– L'espresso
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Salza, ma cos'è questa torinesita'?
La fusione tra Intesa e San Paolo è nata sotto i peggiori auspici: non erano fatti l'uno per l'altro e questa acquisizione ha scontentato tutti, compratori e comprati. E come avviene nei momenti di difficoltà, invece di dimostrarsi uniti e solidali, si alimentano le incomprensioni e ci si accusa a vicenda. Nessuno, poi, avrebbe mai previsto che, dopo la corsa all'integrazione tra banche, il modello Moloch venisse rimesso in discussione. Adesso, infatti, sono tornati di moda il 'piccolo è bello', il rapporto con il territorio e ora, nella difficile congiuntura, i due manager più importanti di provenienza San Paolo, rimasti in Intesa, si ergono a tutori della torinesità per difendersi dall'integrazione. Chiunque conosca Torino sa che i 120 chilometri che la separano da Milano sono i più lunghi del mondo e che la cultura di questo piccolo borgo antico mal si adatta al modello meneghino sprovincializzato e internazionale
di Vittorio Rava'
– Economy
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Crolla l'Export del Giappone
Crollano le esportazioni giapponesi verso il resto del mondo, ed è un altro segnale di quanto la recessione stia colpendo duramente anche le economie asiatiche. Il Giappone ha rivelato a sorpresa un deficit commerciale con l'estero nel mese di ottobre, con la bilancia commerciale di Tokyo che è sprofondata in rosso per 63,9 miliardi di yen. Il dato ha colto di sorpresa gli economisti nipponici che fino a ieri prevedevano per il mese di ottobre un attivo commerciale di 80 miliardi di yen. E' la prima volta da 28 anni che la bilancia commerciale del Giappone finisce in disavanzo. Questo è il risultato del crollo delle esportazioni verso l'Europa e gli Stati Uniti (le diminuzioni verso queste due destinazioni sono dell'ordine di due cifre percentuali) ma anche di un improvviso declino dello 0,9% dell'export nipponico verso la Cina, l'ultimo mercato che ancora stava trainando il Giappone
di Federico Rampini
– la Repubblica
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FINANZA INTERNAZIONALE

Controversial Alitalia deal to obtain government green light
Italy's centre-right government is set to approve the controversial sale of lossmaking Alitalia to a group of Italian investors in spite of complaints by rival airlines of illegal state aid and accusations that its assets have been undervalued. Augusto Fantozzi, the administrator overseeing the flag carrier's bankruptcy, said he had received the green light from a government committee that had determined that the offer from Compagnia Aerea Italiana (Cai) was in line with market prices. Formal government approval may come as early as today
– The Financial Times
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Air France-KLM profits fall sharply. Record fuel costs take toll in first half as operating income drops 44%
Operating profits at Air France-KLM in its first six months fell by 44 per cent under pressure from record fuel costs for much of the period. Net profits plunged by 84 per cent as the airline was hit by non-cash charges to revalue hedging instruments
– The Financial Times
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FHA-Backed Loans: The New Subprime. The same people whose reckless practices triggered the global financial crisis are onto a similar scheme that could cost taxpayers tons more
The head of Nomura, Japan's largest broker, on Wednesday said the global liquidity crisis was over and a recovery of the global economy would depend on financial support from key governments, especially China. 'From a very optimistic point of view, the financial liquidity crisis has subsided, for the time being, and the focus has shifted to the real economy,' said Kenichi Watanabe, chief executive of Nomura
– BusinessWeek
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This crisis could have a happy ending. Investor Daily: Yes, it sounds like pie-in-the-sky thinking right now. But there's reason to think good things are in store for investors
I was thinking about the financial mess the other day and I came up with this theory. I'm wary of it because it's comforting, even uplifting, and by definition any economic supposition that has a happy ending is suspect. So with that caveat here goes: I remember talking to a wise man at the end of the last decade who was pointing out to me how much the market had gone up during the 1990s and how stocks couldn't possibly continue to go up at that rate. The market's historical annual mean gain is about 8%, and yet between 1990 and 2000 the market had climbed some 15% per annum. There is only one way to revert to the mean, the wise man pointed out, and that is for the market to go up less than that for quite some time. So we were looking at low single digit gains - or worse - for years
– Fortune
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